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Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo che parlava di dimensioni, in particolare le dimensioni del seno di una donna. Al termine dell’articolo veniva tracciato l’identikit dell’ uomo a cui piace un seno piccolo e dell’uomo a cui piace invece un seno prosperoso. 

Secondo gli studiosi il seno piccolo piace agli uomini single di successo e solitamente con una paga elevata ma a cui non interessa diventare genitore. Quest’uomo teme la competizione, perché un seno grande attira gli sguardi mentre uno piccolo è più discreto.

Il seno prosperoso trova maggiore approvazione tra gli uomini sposati che hanno un’istruzione e uno stipendio inferiori, maschilisti, competitivi e con nostalgia della madre.

L’articolo mi ha fatto riflettere sui risultati della ricerca. Il seno è sempre stato visto dalle donne come un’arma di seduzione, e forse è per questo che molte ambiscono ad avere un seno sodo e importante, ma credo che oggi questa mentalità maxi è meglio stia fortunatamente cambiando, questa almeno è la mia sensazione. Il seno, negli anni, è diventato anche uno strumento di comunicazione. Il gruppo di attiviste ucraine Femen lo utilizza per attirare l’attenzione su tematiche diverse, e con discreto successo.

Personalmente, non ho mai dato troppa importanza alle dimensioni del mio seno, infatti, nel mio guardaroba ci sono principalmente indumenti accollati, non l’ho mai identificato come strumento seduttivo, perciò metterlo in mostra non è mai stata una priorità, a volte mi dimentico proprio della sua presenza.

Piccolo o grande che sia, secondo me, poco importa. Non veniamo amate per i nostri seni e non potremo sempre confidare sul nostro aspetto estetico. Credo che siano piuttosto il carisma, l’autenticità, l’intelligenza che donano bellezza e sensualità ad una donna, non la taglia del suo reggiseno.

Di Rosita Buriola per The Millennials Mirror